C’è una rivoluzione in atto

Ieri sera ho preso un taxi. La cosa in sè non è degna di nota, a meno che non si abiti a Parigi, non si tenga presente che erano le 23.30 e che c’è la Fashion Week. In questo caso, la notizia rileva dell’eccezionale. Perchè, come ogni parisien lo sa, in questa città i tassisti sono rarissimi, quasi sempre incazzati e scontrosi e, ovviamente, se ti prendono e ti accompagnano dove devi andare è per farti un favore. Non è che qui ti metti a fare come qualsiasi personaggio dei film americani, che non appena esci da un ristorante o litighi col tuo fidanzato in strada, alzi un braccio e sali veloce e misteriosa in un taxi. No, qui li devi supplicare, perchè il tuo indirizzo non è di strada per loro (di strada per dove poi??).

Da anni, uno degli argomenti preferiti dei parigini è proprio quello del carattere insopportabile di tassisti e camerieri. È un gran classico, come odio il metro, a Parigi si vestono tutti di nero o dire Beaubourg invece di Centre Pompidou. Fa figo e fa capire che non sei un qualunquissimo turista.

MA. Da un pò di tempo a questa parte, sta succedendo qualcosa.  Ho cominciato a sospettarlo con i primi timidi sorrisi. Mi sono fatta un po’ di domande quando i primi tassisti sono scesi ad aiutarmi per mettere la valigia nel bagagliaio a Orly. Mi è sembrato quasi ovvio nel momento in cui tutti i tassisti mi chiedevano quanti anni ha mia figlia, oh che carina e si mettevano a fare faccette nello specchietto retrovisore. Ma quando ieri sera, il mio charmantissimo conduttore, mi ha sentito tirar su col naso (eh si, sono una donna di classe e perennemente raffredata) e mi ha porto un fazzoletto di carta, ne ho avuto la certezza: c’è una rivoluzione in corso. E ora di che parliamo nelle cene mondane?

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