Orfana del quotidiano

ImageSono orfana di quotidiano. La frase non ha nessuna accezione poetica, vuol dire quello che dice: non ho più un quotidiano da leggere tutte le mattine.

Sto parlando di un quotidiano cartaceo, una di quelle cose che non smetterò mai di comprare o leggere, pur essendo io ultra,super digital minded. Tutte le mattine (più o meno, eh, ma qui devo tirarmela un po`), TUTTE le mattine dicevo, faccio la mia rassegna stampa on line, passando da Le Monde.fr alla Stampa, ad Atlantico, il Guardian, etc. Poi apro Netvibes (aggregatore di flussi RSS) e passo in rivista blogs, siti vari, giornali un po’ piu’ di nicchia.

E fin qui tutto bene. Però, finita questa rassegna, mi resta come una sensazione confusa. Sarò pure digital, ma non sono digital “native” come si dice oggi, ovvero ai miei tempi tutta sta roba non c’era. E io mi svangavo la mia dose quotidiana di informazioni con il buon vecchio giornale che ti sporca le dita (momento nostalgico, manco avessi 70 anni).

Ho ancora bisogno della gerarchizzazione dell’informazione, per dirla in termini che usavo all’università. L’editoriale, la prima, la terza etc. Se no, non so tirar fuori l’essenziale quello per provare a fare la figa a cena con gli amici quando si parla delle primarie dell’UMP, per dire.

Qui in Francia, a livello quotidiani, stiamo messi maluccio. Il problema è uno e fondamentale: le Monde, che sarebbe l’unico per me degno di essere letto, è un giornale du soir, esce all’una a Parigi, un po’ più tardi in provincia. Quindi tutto il bel rituale della lettura della stampa la mattina, va a farsi benedire. Già perché io alle due ho la bolla al naso post-pranzo e gli occhi che si chiudono e dopo poco vado a prendere Creatura al nido. Una volta presa Creatura, ogni lettura del giornale diventa impossibile, a meno di non volersi ritrovare le pagine a pezzettini, trasformate in pacco regalo per il ciuccio e/o doudou e/o le macchinine. E poi, alle otto, vattelo a leggere un quotidiano alle otto di sera.

Liberation non lo posso proprio più leggere. Dalle ultime elezioni, è diventato del tutto un giornale di partito, mi sembra di leggere il giornale che ti manda a casa Carrefour o la Fnac. L’unica cosa interessante erano le pagine cultura, ma sono talmente astruse e parlano talmente di spettacoli/installazioni para-contemporaneo-trascendental-artistici che mi sento totalmente deficiente ogni volta che leggo le prime righe, anzi solo il titolo. Ci sto su mezz’ora solo sul sottotitolo.

Idem (troppo schierato) per il Figaro, anche se lo leggo a volte per le pagine cultura che sono belle pop e trash come piace a me, e la famose pagine “salmone”, l’economia. Les Echos, il Sole24Ore francese, è troppo economico-orientato, non mi basta. La Croix, quotidiano cattolico, fatto peraltro benissimo, manca di prospettive internazionali e le pagine politiche sono molto succinte.

Insomma, sono orfana. In compenso, compro chili di riviste. Spendo miliardi in riviste. Femminili soprattutto, ma anche cucina, decorazione, viaggio, psicologia, lifestyle.  Noi si compra anche le riviste di KITE-SURF, per dire. Valle a trovare la riviste di kite. Io leggo anche quelle, non si sa mai.

Quando andiamo al mare in famiglia, mio suocero diventa matto. Ancora non ne riviene di vedermi tornare dall’edicola con le braccia piene di riviste astruse. Ogni volta mi chiede: scusa, ma quanto spendi in giornali al mese? Sono anni che mi fa questa domanda, lui che è abbonato da secoli al Nouvel Observateur, e se lo porta dietro quando parte per il fine settimana e lo legge tutto, dall’inizio alla fine. Il mio budget annuo di carta stampata preoccupa molto mio suocero, secondo me teme che dilapidi la fortuna di suo figlio in Elle Decor.

Insomma, a casa mia c’è una pila che farebbe impallidire qualsiasi edicolante. Ecco, l’edicolante è un altro ostacolo alla mia lettura. A Parigi, non ci sono più edicole. E’ una strage: la più grossa specie in via d’estinzione di questo secolo sono gli edicolanti. L’edicolante parigino, poi, poveraccio, non ha quel vezzo tutto italiano di ricoprire totalmente la sua edicola di rosa con i vari fascicoli, giochi e oggetti vari di Barbie e Cars e chi più ne ha (che ti pare che sto a vendé giornali?), o tette da tutte le parti e di tutte le forme.

No, l’edicolante parigino è triste, la sua edicola, color verde scuro, è un buco nero, pieno di carta stampata serissima, inserti geo-politici da premio Nobel, magazines in tutte le lingue, anche in coreano. Non un orpello, non una cosa di troppo. Se ne sta li, al freddo, solo, manco due parole da scambiare ogni tanto. Mica come in Italia che l’edicolante è lo psicologo/confessore/ amico del cuore e ci scambi sempre due parole e na risata.

Il mio edicolante, per dire, è monco. Non ha una mano, quindi è sempre un casino per darti i giornali (una pila di solito), si arrangia con l’altra mano mentre io sto lì a guardarlo, senza osare aiutarlo, in un silenzio imbarazzante. Talmente imbarazzante che ho smesso di andarci. Quindi ora sono orfana di giornale e di edicola.

Madame Tout le Monde

La settimana scorsa ho fatto un collegamento radio con Prima di tutto, la trasmissione del mattino di RadioRai sull’attualità italiana e dal mondo. L’idea era quella di parlare delle elezioni francesi. Mentre preparavo un po’ la questione, mi sono chiesta quali aspetti, a parte ovviamente quelli principali, potessero interessare agli italiani sulle elezioni francesi.

Rifletti che ti rifletti, a un certo punto, mi sono ricordata di una questione spinosa che accomuna i due popoli politici e mediatici: Carlà! Era da un po’ che non sentivo parlare della scopa con gli zigomi giganti première dame, e così sono andata a caccia di informazioni su di lei. Tutta presa dalla sua recente maternità, la signora Bruni-Sarkozy non si è vista nè sentita molto dall’inzio della campagna elettorale. Ma da quando il marito è ufficialmente candidato, cioè da poco più di due settimane, la signora ha fatto ben tre apparizioni:

– a 20Minutes ha dichiarato di essere al 100% d’accordo con le idee del marito. Ha continuato così :”Ho un po’ meno paura quando penso che è lui il presidente. E’ già da un po’ di anni che è lui e ha resisitito“. Alla domanda, ma il presidente non è stanco? Ha risposto, buttando nel cesso anni di femminismo e tentativi di cambiare le mentalità, in primis delle donne: “Le sue nottate sono agitate perchè HO una figlia di 4 mesi. Lui non le da il biberon, si sa, SONO LE DONNE CHE SI OCCUPANO DI QUESTE COSE”.

– all’inserto tv del Figaro ha parlato dei suoi gusti in fatto di tv: la signora, guarda Plus belle la vie (sorta di Un posto al sole transalpino) con la piccola Giulia tra le braccia, grazie al marito ha cominciato a seguire il Tour de France, segue L’amour est dans le pré, reality che ha per protagonisti i single delle campagne francesi, non riesce a guardare Koh Lanta (L’isola dei famosi con degli sconosciuti) perchè ci sono ragni e scorpioni (“Che schifo“) però è appassionata di Fort Boyard (storica emissione tipo Giochi senza frontiere).

– e infine, al quotidiano Le Parisien ha detto “Ho visto un po’ di foto (FOTO??) di quello che succede in Grecia in questo momento, e ho avuto paura“. A domanda: “Cosa pensa delle recenti proposte che ha fatto suo marito (NdA sull’immigrazione e la disoccupazione)?” “Penso che abbia fatto tutto bene. Le sue idee sono favolose“.

Tralasciando il tono da Signora Nessuno, sono proprio come voi, non vedete? Tralasciando le bestialità misogine, e le contraddizioni in cui è incappata, rimane che in ognuna di queste divine apparizioni, la signora sfoggiava questo look da casalinga-misto mamma misto donna francese dimessa, che mi metto solo un golf, preferibilmente a colori spenti e di lanaccia, chè io il cachemire non so nemmeno cosa sia, e in più non mi trucco perchè una donna intelligente non ne ha bisogno, e poi sono come tutte le donne di Francia, no?

NO. Visto che lei è la moglie del Presidente della Repubblica, signora Bruni-Sarkozy, che vive tra un hotel particulier del 16e e l’Eliseo, che è un ex top model e che la vita di una normale francese non sa nemmeno cosa sia, allora, cerchiamo di non prenderla per le derrière la normale francese, eh?