Di ovetti, politica e famiglie allargate

Sabato sera ero a un cenone di famiglia qui in Francia, di quelli tipici pasquali tra salsicce sul barbecue e uova di cioccolato. Eravamo in tanti: due famiglie si conoscevano per la prima volta pechè i capostipiti ultra-sessantenni, lei divorziata e lui vedovo, neo-coppia di innamorati, volevano presentarci tutti.

Quando due famiglie si incontrano, due mondi interi entrano in contatto, due storie e due visioni, con tutto il loro corteo di amori, rancori, frustrazioni e alleanze. Potenzialmente le cose possono andare benissimo e possono nascere nuovee belle simpatie. E cosi è stato sabato sera, fino a quando, mentre mangiavo l’ennesimo ovetto di cioccolato al caramello salato, ho rischiato di strozzarmi. Si è cominciato a parlare di politica e B, cognato della famiglia di lei (la divorziata), imprenditore nel settore delle costruzioni, nouveau riche, come li definiscono con un certo disprezzo qui, ha preso a lanciare provocazioni e frasi razziste, sugli immigrati, gli arabi (ma anche i russi e ancora un po’ pure gli italiani), sui funzionari dello Stato che non combinano niente da mattina a sera, sui giovani debosciati che lasciano un lavoro fisso per riprendere gli studi alle spalle dello Stato (come la sorella di sua moglie, che nel frattempo diventava livida).

Noi, del campo del vedovo, ci trattenevamo tutti ingoiando cibo e facendo sorrisetti di circostanza all’altro campo, quello della divorziata, a cui apparteneva B. Non si poteva litigare. Ma ad un tratto B. ha urlato tutto contento: “Ha ragione la Marine (Le Pen NdR), non se ne può più di questi immigrati che vengono a rubarci il lavoro!“. A quel punto, il mio di cognato, che invece ha già dichirato che voterà François (Hollande) e che due settimane fa gli anche stretto personalmente la mano, si è strozzato pure lui, ha mandato giù un sorso di bordeaux come fosse stata tequila, con la testa all’indietro, ha sbattuto sul tavolo il bicchiere e gli ha risposto:” Ah si? E chi li ha fatti venire a lavorare sui cantieri questi immigrati, io? E non ti fanno comodo questi immigrati che lavorano per te?

Apriti cielo. A questo punto la sorella della moglie di B. (lo so, è peggio di Beautiful), quella che era livida e che ha ripreso gli studi, la fancazzista insomma, ha colto la palla al balzo e ha cominciato a insultare B. Io pure mi sono inalberata e ho preso a criticare alcune riforme del lavoro di Sarkozy, tanto per aggiungere carne al fuoco e non passare per l’italiana pizza e fichi. B. si è barricato dietro posizioni ancora più razziste e dure, sua moglie, disperata all’idea di fare brutta figura, sudava e  cercava di spiegare ogni sua frase, parafrasandola. “no, ma guarda che lui è proprio buono con i suoi operai, l’anno scorso ha fatto pure una donazione a come si chiama, li quell’associazione di poveri…”. Mio marito giocava a Tetris con un altro marito e io lo insultavo, dicendogli: “Dai, intervieni, di qualcosa, di qualcosa di sinistra!“. Alla fine, anche i vari bambini, che fino a un minuto prima giocavano tranquilli tutti insieme, hanno cominciato a litigare col pretesto di chi avesse sbavato sul letto di chi, e si sono schierati ciascuno nel proprio campo d’origine. Una guerra civile, insomma. I capostitpiti, atterriti, vedevano già il loro futuro divorzio, prima ancora di risposarsi.

Devo ammettere che io, che sono diabolica, qui in Francia, cerco spesso di istigare questo genere di dibattiti e ogni volta che mi trovo in compagnia di un gruppo di persone, chiedo sempre a tutti “Chi voterai?“. Un po’ è curiosità, un po’ cerco di compensare la grande frustrazione du non poter io stessa votare. I Francesi sono abbastanza aperti e discutono volentieri delle loro opinioni politiche. Ma devo dire che, a questo giro, a parte la mia famiglia di pazzi, ho sentito molte persone scettiche, disilluse. La campagna elettorale non ha avuto molti seguaci, quelli che voteranno tra meno di quindici giorni, hanno già deciso da un bel po’ chi otterrà il loro prezioso voto. Gli altri, gli indecisi, che potrebbero essere addirittura superiori a quel famoso 21 aprile 2002 in cui Le Pen passò il primo turno insieme a Chirac, questi indecisi lo restano o lo sono ancora di più ad ogni micro-proposta che un candidato come un altro, lancia a mano a mano che l’attualità lo consente.

Micro-proposte che sono finalizzate ad accaparrarsi gli elettori radicali, quelli di Marine Le Pen e di Jean-Luc Melenchon, il candidato dell’estrema sinistra. Candidati che hanno raggiunto punteggi molto importanti (15% et 14,5%) e che hanno proposto, in un campo come nell’altro, soluzioni estreme: fra le altre, l’uscita dall’Europa, il ritorno della pena di morte, la regolarizzazione di tutti gli immigrati o l’immigrazione zero. Sono loro la vera sorpresa di questa elezione che non appassiona più nessuno, e saranno loro a fare la differenza il 6 maggio al secondo turno, quando ci sarà da decidere veramente.

Io il 6 maggio non sarò in Francia, mi evito cosi un’altra bella cena di famiglia con dibattito, strangolamento, bave, tetris, operai e ovetti di cioccolato.

 

 

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